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CINQUE SECONDI DI ETERNITA’

Lentamente i loro corpi si muovevano, ritmando una danza tribale che univa le loro anime. Si era riscoperti complici, fingendosi di non avere nulla che li accomunasse. Distanti chilometri erano vicinissimi con i loro sogni che ora sapevano di salsedine e sole.

Vividi, risplendevano alla fioca luce della luna crescente, mentre il lento ritmare delle onde accompagnava ogni loro movimento. Nessun fruscio, nessun rumore, nessun disturbo in quella caletta scoperta per caso, consigliata da un viaggiatore anonimo che gli aveva regalato un teatro inaspettato di bellezza e di passione. Quella bizzarra app, scaricata un pò per gioco e un pò per curiosità, li aveva stupiti per la sua banale utilità. Stranieri in una città sconosciuta, non sapevano dove potersi vivere al riparto di famiglie festanti e di falò notturni sulla spiaggia. Ora grazie a una bizzarra quanto utile applicazione, si ritrovavano uniti, stretti in una passione che faceva rima con desiderio.

Il silenzio notturno era accompagnato dai loro mugolii di estasi. Loro due e l’immensità dell’universo si facevano compagnia. Erano due creature solitarie fra sei miliardi di persone. Perse e ritrovate nello stesso tempo, in uno spazio che sapeva di infinito.

“Si, si, siiiiiii…. Siiii… Mmmmmm….”. E dopo un attimo di silenzio un “Ti amo” che risuonava come un organo in una chiesa, a sancire la sacralità di un orgasmo che non era stato solo piacere.
Si guardarono nuovamente negli occhi. Lui le carezzò i capelli, mentre ammirava la bellezza del suo viso che era stato trasformato da quella intensità di immenso piacere. Si scambiarono sorrisi con mille sguardi e parlarono lingue che non conoscevano nel silenzio delle loro anime. Come novelli Cristoforo Colombo si riscoprirono in nuovi continenti, usando nuove rotte e vecchi pensieri. Quella cala oggi rappresentava il loro nuovo mondo, quella spiaggia la nuova terra dove potersi abbandonare alle passioni, quelle onde erano il refrigerio dei loro corpi e quel cielo era lo spettacolo teatrale più bello che avessero mai visto.

In un abbraccio lungo cinque secondi di eternità, capirono che non erano più quelli che si erano trovati su una spiaggia solo tre giorni prima. Erano divenute anime diverse in corpi simili. Dopo quell’abbraccio, che sapeva di felicità, si ridestarono per sempre, consapevoli che come il mare sarebbero stati sempre simili ma mai uguali perché quella notte era l’inizio di una nuova vita, era l’avvio di una nuova storia scritta da due solitari viandanti pronti a divenire un’unica complicità.

…STORIA SCRITTA DA EUGENIO

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