Appostiamoci | LOVE IS IN THE AIR
221
post-template-default,single,single-post,postid-221,single-format-standard,cookies-not-set,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

LOVE IS IN THE AIR

Passeggiavano silenziosamente. Il loro deserto era in quella piccola spiaggia, vicino al frastuono cittadino ma che sapeva di quiete. Smarriti lo erano stati quando incontrandosi non era riusciti a trovare il modo per ritagliarsi un angolo di solitudine.
Lei aveva deciso di assecondare i suoi genitori: “Solo qualche giorno in vacanza con noi, prima del viaggio premio per la maturità” le aveva chiesto il padre.
Lui alla prima vacanza con gli amici: 5 persone in una utilitaria stracarica di sacchi a pelo, tende, scatolette e fornellini da campeggio. Era l’estate da leoni, quella dove ogni ragazza conosciuta sarebbe resistita solo una notte.
E invece quei viaggi diversi avevano trovato un bivio comune: si erano ritrovati vicini su una spiaggia, avevano iniziato a scambiarsi filtri e cartine per le sigarette “home made” ed erano seguite nuotate, partite a beach volley e tanto altro. Sembrava una eternità, invece erano trascorsi solo 3 giorni e quella passeggiata che stavano facendo ora era solo il commiato prima della divisione.
Francesca quella sera aveva chiesto al padre di poter rientrare un pò più tardi. Il treno all’indomani sarebbe partito alle 12.21 e poteva trattenersi un pò in più, senza strafare. Giacomo aveva chiesto agli amici di potersi allontanare dalla “serata a tutta birra” precedentemente organizzata. Voleva viversi quella “non storia” nata per caso e che ora stava suonando gli accordi finali.
Si erano visti alle 18, un’ape per mettersi d’accordo sul da farsi, un ultimo bagno tutti insieme e poi appuntamento alle 22.00 per quelle poche ore che li avrebbero uniti prima di dividerli definitivamente.
“Vediamoci alla Torre Saracena” aveva detto Giacomo.
Puntuale, alle dieci di sera, iniziò ad aspettare Francesca. Non voleva inviarle messaggi per dire che era lì. Aveva voglia di aspettare perché ricordò che qualcuno aveva scritto “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”. Aveva sempre pensato che fosse demenziale come frase, ma quella sera di agosto voleva capirne davvero il significato. Alle 22.15 iniziò a preoccuparsi: di Francesca neanche l’ombra. Iniziò a guardarsi intorno e notò che davvero l’uomo si trasforma in estate. Love is in the air diceva un vecchio brano di Paul Young. E quella sera sembrava che tutti ascoltassero la stessa canzone e si muovessero ritmati sulle note di quella melodia. Mentre si perdeva nell’osservare il primo bacio adolescenziale di una coppia di ragazzini, avvertì un profumo a lui ignoto solo qualche giorno prima. Trafelata Francesca si avvicino, rossa in viso e con un pò di affanno e gli disse “Scusa, ma mio padre all’ultimo minuto mi ha chiesto di ricontrollare, per la centesima volta, a che ora fosse il treno domani. Ora però ci siamo noi e al treno non voglio più pensarci”.
Sorridente Giacomo si fermò a guardarla: era bellissima quella sera.
“Dove andiamo?” chiese Francesca.
“Cazzo, dove andiamo” le rispose Giacomo.
Erano in una città che non conoscevano e di cui avevano frequentato solo le spiagge e la pineta dove era immerso il campeggio. Ma poi, che ne sapevano di dove poter stare un pò tranquillamente, appartati, senza essere disturbati.
“Dove ci si apposta e ci si ferma in un posto che non conosci?” si era chiesto ad alta voce Giacomo.
All’improvviso si erano accorti che non sapevano dove andare. Quando a Francesca venne in mente il programma radiofonico ascoltato dagli altoparlanti di un lido mentre erano sulla battigia. Stavano intervistando il founder di un’app che proponeva i luoghi dove potersi appartare e ricordò bene le sue parole: “Immaginate di essere in vacanza, di godervi il sole e di conoscere una ragazza. Avete voglia di stare un pò da soli, ma non sapete dove andare. Non conoscete il posto”. “Bene” aveva continuato quella voce “noi abbiamo l’app che fa per voi: Appostiamoci”. Francesca si fermò, prese lo smartphone, andò sul Play Store di Google e cerco l’app. La trovò subito, la scaricò. Si geolocalizzò e nel giro di poco tempo scoprì che poco distante dalla Torre Saracena c’erano ben due posti diversamente categorizzati: un Love Park, ma loro non avevano auto, e un luogo romantico. Scelsero il secondo, l’unico congeniale alle loro esigenze.
Dopo pochi minuti si ritrovarono a passeggiare silenziosamente. Erano al centro della città, poco distanti da una folla festante e spensierata e loro avevano solo poche ore. Dopo un pò che passeggiavano, si inoltrarono sotto un muretto che li avrebbe riparati anche dal riverbero dei falò sulla spiaggia e iniziarono ad osservare il cielo. Un abbraccio, un bacio e i due corpi si trovarono profondamente avvinghiati. Le mani che iniziarono a scoprire i corpi, le menti che iniziavano a fondersi. Era l’ultima notte della loro estate insieme, un’estate di 72 ore interminabili ore che stava per finire. Si guardarono negli occhi e senza dirsi una parola decisero di fare l’amore. Dopo un placido orgasmo fatto di comprensione e passione si distesero uno di fianco all’altro a guardare quel cielo.
“Ma davvero è successo tutto questo?” chiese Francesca stupita.
“Si, davvero” rispose Giacomo. “Due estranei, in un luogo sconosciuto, senza sapere dove perdersi, si sono ritrovati. Fra un pò tutto finirà ma spero solo che fra un pò tutto inizierà, nuovamente”.
Il silenzio prese il sopravvento, e d’improvviso una scia di luce squarciò il cielo. Si stava approssimando la notte di San Lorendo e le “stelle cadenti” decisero di salutare la loro unione. Un unico pensiero attraverso le loro menti: “Fa sì che non ci perdiamo”, pensarono intimamente all’unisono.
Erano ormai le 3.30, Francesca chiese di andar via, controvoglia e amaramente.
“Devo tornare a casa” disse a Giacomo. “E’ ora di chiudere il sipario, ma solo su questa notte, ne sono certa”.
Giacomo in cuor suo sorrise e rispose: “Solo per questa notte”, prima di riprendere la strada che li avrebbe portati a restare con gli occhi aperti per quelle poche ore che mancavano alla nuova alba.
“Solo per questa notte” si ripeterono dandosi l’ultimo bacio e scambiandosi l’ultimo sorriso.

…STORIA SCRITTA DA EGIDIO

No Comments

Post A Comment