Appostiamoci | ORA…
254
post-template-default,single,single-post,postid-254,single-format-standard,cookies-not-set,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

ORA…

Erano in fila al bancone. La cena tardava ma la voglia non diminuiva. Stefano voleva andare via da lì perché il profumo che indossava Alessandra quella sera lo aveva assuefatto. Si guardarono negli occhi e i loro sguardi valsero più di mille parole… Annullarono la prenotazione, accesero l’app e scapparono verso quella località che tutti consigliavano…

Neon intermittenti lungo le strade accompagnavano la loro fuga. Tolti quelli, il buio era totale. Il centro città stava lasciando il passo a scenari suburbani. Prostitute, clochard e delinquenti di ogni tipo li seguivano con lo sguardo mentre i due sfrecciavano verso la libertà. “Dove ci sta portando la tua App?” chiese Alessandra. “Non lo so, ma ovunque ci porti, voglio andarci con te”, rispose Stefano

L’ovunque era il loro destino fatto di attimi sospesi fra la passione e il volersi perdere. Un’altalena di emozioni li accompagnò quella sera. I loro sprazzi di felicità si mischiarono al ritmico cullarsi della loro passione. Le note della loro canzone li accompagnava nel riscaldarsi dei corpi.  Tutto sembrava irreale ma tutto era dannatamente vero. Stefano decise di non pensare a cosa sarebbe accaduto dopo perché con lei non esisteva altro che l’ora

“Ora”.

“Ora”.

L’universo stava ballando con loro. Le loro anime cavalcavano le galassie. Era questo il momento! Stefano la guardò dritto negli occhi che come gemme splendevano mentre il sudore le imperlava la fronte. “Ti devo dire una cosa…” ma le parole gli rimasero bloccate in bocca, come un urlo silenzioso.

“Ora”

“Ora”

“Dimmelo ora” aveva detto Alessandra dopo l’orgasmo più lungo della sua vita. “Non è nulla di importante, davvero” aveva risposto Stefano. Nessuno dei due voleva rovinare quel momento. Bando alle romanticherie si erano detti mentalmente. Era tempo di viversi l’attimo non era il tempo dei progetti a lungo termine. Era tempo di vivere l’appetito che avevano. E quell’app  avrebbe continuato ad appagare ogni loro desidero al momento inappagato.

Alessandra lo accolse per la terza volta tra le sue gambe. Non ne avevano abbastanza. L’App li aveva condotti nel parcheggio abbandonato di un vecchio cinema. La locandina sbiadita portava ancora gli orari di un grande classico con Richard Gere. Guardandola, Stefano sorrise pensando a quegli amori senza tempo che esistevano solo su pellicola. Lui, invece, era sicuro che non ci sarebbe stato un domani con lei perché a breve la passione di Alessandra sarebbe stata troppo travolgente da gestire. Quella maledetta App!

…STORIA SCRITTA DA MARIO

No Comments

Post A Comment