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TUTTO IN UNA NOTTE

Tutto in una sola notte si era detto. “O la va o la spacca” aveva pensato Andrea. Non poteva aspettare altro tempo, non voleva aspettare altro tempo. Era da troppi mesi che cercava di conquistarla ma lei era ondivaga (anche se gli amici l’avrebbero definita in altro modo). Prese il telefono, compose il suo numero e inizio a far trillare il telefono. Era giunto al terzo squillo quando la voce calda di Giusy lo accolse con un sensuale “Ciao Andrea, che bello risentirti”. Era arrivato il momento di recitare l’ultimo atto di questa commedia. “Ho voglia di vederti, ho troppa voglia di… te”. Lei tentennó un attimo, e dopo pochi secondi rispose “Si, ma stupiscimi”
Andrea non ci pensò su. Era il momento di portarla in un posto romantico… ma dove?
D’improvviso si accese una idea. Aprì l’app e cercò il posto più bello: “Eccolo!”. Questa era l’opportunità che aspettava da tempo. Questo era il momento di giocarsi tutto in una notte!

Le note delicate di “My Funny Valentine” avvolgevano l’abitacolo, ancora una volta Chet Baker piangeva per ciò che poteva essere e non è stato, mentre il sax dettava sensualità e malinconia. All’improvviso si aprì lo sportello e lei si affacciò. “Ciao” disse, semplicemente, con un sorriso che avrebbe sciolto il più freddo dei pianeti. “Ciao” rispose Andrea, facendo partire con un gesto veloce la playlist d’atmosfera dall’App, una playlist che aveva preparato con tanta passione sin da quella sera, quando le lacrime di Silvia lo avevano abbracciato per l’ultima volta.
Adesso era ora di riprovarci, di lasciarsi andare per un’ultima volta.
“Dove mi porti?” chiese Giusy, mentre lo smartphone li stava già conducendo al loro destino.
“Ain’t no sunshine when she’s gone” sussurava Bill Withers, mentre gli occhi di Andrea splendevano nel buio.

Buio avvolgente era quello che li aveva accompagnati quella sera. I loro corpi si erano fusi in un’unica anima. Loro due, le stelle e il cantare dei grilli a far compagnia alla loro romantica passione. Lei era addormentata ormai e lui poteva gustarsi l’odore del suo corpo. Era felice, di una felicità primordiale. Continuava a guardarlae iniziò ad amarla, forse per sempeto forse solo per quella sera.
Di una cosa era ormai certo, da quella sera, in qualunque luogo si trovasse, qualsiasi fosse il suo desiderio, con quell’app, non sarebbe mai stato solo.  Non pensava potesse sutpirlo così. Andrea non era mai stato così proposito ma il luogo di quella sera era stato incantevole. Soli con la compagnia dei grilli e mille stelle come sfondo al loro amore. “Se mi stupisse così ogni sera, sarebbe l’uomo della mia vita” aveva detto a Carla, la sua amica-confidente. Ma Carla si girò e inizió a sorridere: “Ma davvero pensi che Andrea sappia stupirti così?”. “Te lo assicuro” aveva risposto Giusy. “Posto fantastico, atmosfera unica e una bellissima colonna sonora”, aveva continuato. Carla si girò, le mostrò il telefono e le fece vedere l’App: “Ecco l’uomo della tua vita. Tutto digitale”. A Giusy crollò il mondo addosso: Andrea era rimasto quello che ricordava e non bastava quell’app a farlo diventare diverso.

Sedeva al solito posto isolato, mentre il ristorante “peperone rosso” si andava svuotando. Con lo sguardo vitreo perso negli abissi, Andrea biasimava la propria anima. “Non sono fatto per amare…o meglio…non sono fatto per essere amato”. Neanche il mondo digitale era stato in grado di renderlo felice.
Quando l’ultimo goccio di Jean Bean gli bruciava la laringe, Marina gli sorrise mentre sparecchiava gli ultimi tavoli.
“Non più” furono le parole che una voce interiore gli urlò prima che Andrea cadde in un sonno profondo.

…STORIA SCRITTA DA GIULIO

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